Acquedotto Lucano: dall’efficientamento energetico alla gestione delle morosità

Intervista al Direttore dell’Area Amministrativa, dott. Eduardo L’Episcopia

«La più grande azienda pubblica della Basilicata, una tra le principali utility del Mezzogiorno nella gestione del sistema idrico integrato».

Si presenta così Acquedotto Lucano S.p.A.. Infrastrutture collegate da 13.626 chilometri di tubi, 479 sorgenti, 66 pozzi, 178 impianti di depurazione, 142 impianti di sollevamento idrico, 93 impianti di sollevamento fognario: questi solo alcuni dei numeri che evidenziano l’imponente carattere della società, che ad oggi conta 398 dipendenti.

Dott. Eduardo L’Episcopia, quale percorso professionale l’ha condotta a rivestire l’attuale carica in Acquedotto Lucano S.p.A.?

“La mia esperienza in Acquedotto Lucano è iniziata nel luglio 2003. La società era nata da poco e si stava organizzando per assumere la gestione operativa del servizio idrico integrato in Basilicata. In precedenza avevo lavorato in aziende multinazionali occupandomi della gestione amministrativa e finanziaria. Prima di arrivare all’incarico di Direttore dell’Area Amministrativa presso Acquedotto Lucano, ho percorso tutte le tappe di crescita professionale: ho operato da Responsabile Amministrativo, poi come Direttore Commerciale, quindi come Direttore Amministrazione e Finanza. Poi, a partire da marzo 2016, la carica di Direttore dell’Area Amministrativa”.

Affascinante ed a tratti incontaminato: in che misura il territorio lucano costituisce una risorsa per Acquedotto Lucano? Quali invece le criticità che emergono? Qual è lo stato della rete idrica?

“La Basilicata può apparire un luogo di contraddizioni: da una parte lo sfruttamento delle risorse petrolifere, dall’altra, una percentuale di aree protette superiore alla media nazionale (si colloca al secondo posto in Italia). Costante, in quest’ottica, la politica di sostenibilità condotta dall’Azienda, che può essere sintetizzata in tre punti essenziali: razionalizzazione della risorsa idrica, efficientamento energetico e depurazione.

Sul fronte della razionalizzazione della risorsa idrica, attraverso una programmazione di investimenti (in parte già realizzata con l’intesa istituzionale di programma tra il Governo e la Regione Basilicata stipulata nel 2000), si è stati in grado di migliorare l’efficienza delle reti e di ridurre in maniera significativa le perdite derivanti dallo stato di vetustà delle condotte idriche.

In merito all’efficientamento energetico, una delle principali voci di spesa per la Società è la bolletta energetica (circa 22,5 milioni di euro per l’anno 2017), che deriva dalle attività di sollevamento idrico della risorsa e dalla quantità di energia necessaria per la gestione degli impianti di trattamento e smaltimento dei reflui. L’attuale Governance di A.L. ha individuato nella pianificazione di un programma a breve e medio termine, la realizzazione di interventi finalizzati alla riduzione drastica dei consumi energetici. Tale ambizioso obiettivo potrà realizzarsi con la sostituzione di opere (motori) a basso impatto energetico e, nel contempo, con la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili (fotovoltaici ed eolici).

Riguardo alla depurazione: nel corso del 2017 è stato sottoscritto l’Accordo di programma sulla depurazione relativamente al biennio 2016-2017, finanziato con i fondi del PO-FESR 2014 – 2020, dell’FSC 2014-2020 e del Piano Operativo del Ministero dell’Ambiente, che prevede, complessivamente, 32 interventi per un importo di oltre 51 milioni di Euro. Un ulteriore programma inerente la depurazione è quello definito con Delibera CIPE 60/12 (Piano Sud), che prevede il finanziamento per un importo complessivo di 32 milioni di euro, relativo ad interventi inerenti gli impianti di depurazione ricadenti in aree sensibili”.

In un intervento nel corso dell’assemblea degli azionisti, l’amministratore Michele Vita ha dichiarato che «Il 2017 è stato un anno particolarmente significativo nel percorso di sviluppo di Acquedotto Lucano, impegnato in diverse operazioni che ne hanno consolidato la vocazione di aggregatore e motore di sviluppo del territorio di riferimento»: a cosa si riferiva, nello specifico?

“Acquedotto Lucano ha dedicato un’attenzione particolare all’approvazione dei progetti relativi al programma di efficientamento energetico con la redazione di un Piano per la revisione gestionale e funzionale e la razionalizzazione energetica delle reti e degli impianti, mediante la creazione di importanti partnership con soggetti di ricerca (Università) regionali ed extraregionali. La sintonia con Regione, Egrib e Società Energetica Lucana è stata fondamentale per convergere su un percorso che investe sull’efficienza energetica e sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché per definire i nuovi programmi di investimenti che trovano copertura nel PO-FESR 2014-2020, nell’FSC 2014-2010 e nel Piano Operativo del Ministero dell’Ambiente.

L’implementazione di queste azioni mirate al risparmio energetico delle opere, con l’utilizzo di elettropompe ad alta valenza tecnologica, porterà a sensibili risparmi nella bolletta energetica della società (per l’anno 2019 si stima un risparmio di circa 15 GWh annuali per un totale di 2,2 milioni di euro). Inoltre, nell’anno 2017, sono state esperite complessivamente 58 procedure di gara per un ammontare complessivo pari a 25 milioni di euro, stipulati nuovi contratti per un importo complessivo di 16,5 milioni di euro per lavori, manutenzioni di pronto intervento, servizio di conduzione dei depuratori; è stato, altresì, istituito un apposito albo delle imprese per l’affidamento di lavori di importo inferiore al 1 milione di euro a cui hanno aderito circa 450 operatori economici. Insomma, ritengo che sicuramente Acquedotto Lucano è una “occasione” di crescita per la nostra Regione”.

Di recente Acquedotto Lucano ha aderito a Rete Sud, il protocollo d’intesa promosso da Utilitalia, che si occuperà, tra le altre cose, di ambiente, sviluppo delle infrastrutture, affari legali e societari ed amministrazione.

L’intesa rappresenterà un’opportunità di confronto e programmazione per e tra le imprese coinvolte. Insieme ad Acquedotto Lucano, anche Amam Messina, Abbanoa Cagliari, Rete gas Bari, Sicilia acque, Amap e Rap di Palermo, Gori Napoli, Asia Benevento, Amiu Puglia, Sidra Catania.

«Acquedotto Lucano, ha condiviso completamente l’iniziativa promossa da Utilitalia e, infatti, ha partecipato a tutti gli incontri che hanno preceduto la firma del protocollo di intesa. Dialogare e confrontarsi con altre realtà che magari hanno già implementato nuove pratiche per noi è un momento essenziale di possibilità di crescita, e, naturalmente, siamo felici di poter trasferire ad altri quelle esperienze ritenute “buone pratiche”.

La stessa di Acquedotto Lucano rappresenta uno dei primi esempi di costituzione di società in “house” partecipata interamente dal pubblico: la Regione Basilicata che detiene il 49% delle azioni e i Comuni che detengono il 51 del capitale. Questa operazione ha permesso di dare un assetto organico e razionale alla gestione delle risorse idriche, di costruire un sistema omogeneo di erogazione di un servizio essenziale e di raggiungere una dimensione aziendale del servizio.

 

A fronte di un tale impegno, profuso su diversi livelli, qual è la percentuale di bollette insolute annualmente registrata? Quali risorse – interne o esterne – si occupano del recupero crediti? Quanti piani di rientro vengono annualmente predisposti? In che percentuale vengono poi onorati?

“Le attività del recupero credito hanno registrato un’intensificazione attraverso il potenziamento delle azioni ordinarie ed un’implementazione di nuovi strumenti specifici, diretti ad un target di utenti morosi sempre più dettagliato. Le attività sono coordinate dalla Direzione Commerciale – Area Recupero Crediti, che si avvale di una struttura interna presente a livello regionale. Nel corso del 2017 è stato affidato ad una società esterna specializzata un numero limitato di pratiche la cui fornitura è cessata: tale attività, tutt’ora in corso, ha permesso di incassare, in prima battuta, circa il 30% degli importi assegnati. L’incisiva attività di recupero crediti messa in atto negli ultimi due anni ha permesso di incrementare gli incassi di circa il 16% passando da circa 50 milioni di Euro del 2015 ad oltre 58 milioni di Euro del 2017.

L’azione proseguirà nei prossimi mesi con l’avvio della riscossione coattiva dei crediti ingiunti affidata all’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Altrettanto importante è la possibilità di dilazionare il debito scaduto con la sottoscrizione di piani di rientro sostenibili da parte dei cittadini-utenti che si trovano in condizioni economiche disagiate: nel corso del 2017 sono stati sottoscritti circa 7mila piani di rientro, per un importo di oltre 7 milioni di euro: oltre il 65% è stato onorato puntualmente.

La criticità maggiore resta il recupero crediti verso alcuni Enti Pubblici ed in particolare verso i Consorzi di Bonifica ed Industriali: rispetto a tale fenomeno, una norma Regionale ha previsto il subentro di AL nella fornitura diretta agli utenti finali e quindi con la possibilità di utilizzare tutti gli strumenti di recupero crediti che la normativa consente”.

                                                                                                                                                                                                                                a cura di Raffaella Ascione