Bollette luce e gas: la prescrizione passa da 5 a 2 anni

Da quinquennale a biennale. Si riduce di ben tre anni il termine di prescrizione dei crediti vantati dalle aziende di luce e gas nei confronti di utenti domestici e piccole imprese. Con la delibera n.97/2018 (dello scorso 22 febbraio), Arera – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente – in attuazione delle previsioni di cui al comma 4 dell’art.1 della Legge di Bilancio 2018, ha stabilito che «nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al 1° marzo, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione (passata da 5 a 2 anni) cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati».

Una previsione riferita quindi non solo ai consumi ordinari, ma anche alle bollette per conguagli. Stop dunque, al fenomeno delle maxibollette: «nel caso di ritardo del venditore nel fatturare i conguagli (pur disponendo tempestivamente dei dati di misura di rettifica) per consumi riferiti a periodi maggiori di due anni, il cliente è legittimato a sospendere il pagamento, previo reclamo al venditore e qualora l’Antitrust (Agcm) abbia aperto un procedimento nei confronti di quest’ultimo, e avrà inoltre diritto a ricevere il rimborso dei pagamenti effettuati qualora il procedimento Agcm si concluda con l’accertamento di una violazione». Le disposizioni – che attuano nei tempi previsti le previsioni di cui alla Legge di Bilancio – puntano a ridurre il fenomeno degli importi non ordinari nelle bollette dei consumatori, agendo con una normativa «finalizzata a responsabilizzare sia i venditori sia i distributori».

Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 1° marzo 2018 per il settore elettrico e dal 1° gennaio 2019 per il mercato del gas. Quanto ai contratti di fornitura del servizio idrico, invece, la prescrizione di due anni vale solo nei rapporti con utenti domestici e micro imprese e scatterà dal primo gennaio 2020.

La decorrenza della prescrizione potrà essere interrotta – con la conseguenza che il termine riprenderà a decorrere dall’inizio – nel caso in cui il fornitore provveda ad inoltrare formale sollecito mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o posta elettronica certificata. Ne deriva che l’utente sarà tenuto a conservare la bolletta pagata – in considerazione della sua efficacia probatoria –per l’intero biennio. Non oltre. Decorso infatti il termine senza che sia maturato alcun evento interruttivo, il debitore non sarà tenuto a dimostrare alcun pagamento, potendo semplicemente invocare l’intervenuta prescrizione.
Ma con una precisazione. Nella bolletta della luce è infatti inserito il canone Rai, la cui prescrizione è invece decennale. In quest’ottica, dunque, potrebbe esser necessario conservare le bollette pagate per un intero decennio allo scopo di dimostrare l’avvenuto pagamento dell’imposta sulla televisione.

 

A cura di Laura Capobianco