Comune di Cesena: organizzazione e comunicazione per una sana gestione delle entrate

Intervista al sindaco Paolo Lucchi

Dal prossimo 1° luglio 2017 un nuovo soggetto pubblico subentrerà ad Equitalia. Gli Enti locali, dopo anni di inefficienze ed incertezze, per l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione dei tributi, avranno la facoltà di avvalersi del nuovo soggetto, oppure di avviare o rafforzare percorsi di gestione in house. Paolo Lucchi, Sindaco di Cesena, ha espresso le sue idee in merito e raccontato l’esperienza della Sua amministrazione.

Sono diversi anni ormai che, di proroga in proroga, si parla del superamento di Equitalia. Le ipotesi in campo sono diverse, tra cui la proposta dell’Anci di creare una società mista pubblico-privata tra amministrazioni locali e imprese. Al momento come Amministrazione non siamo orientati verso la costituzione di società ad hoc: valuteremo il nuovo soggetto pubblico oppure andremo a battere la strada dell’affidamento della concessione tramite gara. Il Comune di Cesena, comunque, ha sempre dimostrato buone capacità di riscossione: la percentuale dei crediti non riscossi più vecchi di 12 mesi, per tributi e tariffe, si mantiene da qualche anno intorno al 5 per cento, contro una media per i Comuni delle stesse dimensioni che supera il 40 per cento.

 

Quanto ritiene possa pesare, sul fenomeno evasione, il diffuso calo di fiducia verso gli amministratori pubblici?

È innegabile come, negli anni, ci sia stata una crescente sfiducia nei confronti della classe politica, anche se a livello comunale questa tendenza è meno marcata. Chi evade, però, non fa un dispetto agli amministratori ma danneggia l’intera comunità. Per questo a Cesena l’impegno nella lotta contro l’evasione fiscale è sempre stato alto, a cominciare dall’attività svolta dalla Guardia di Finanza, con la quale il Comune ha stretto da tempo un solido rapporto di collaborazione. Tutte le domande di accesso ai servizi e alle rette regolate da ISEE, infatti, vengono trasmesse direttamente alle Fiamme Gialle. Di recente è stato stretto un accordo con Cna, con cui l’associazione si impegna a segnalare al servizio Tributi del Comune i casi sospetti, mentre il Comune si impegna a sua volta ad effettuare i controlli sulla base delle segnalazioni ricevute ed a destinare le somme recuperate in questo ambito a forme di sostegno all’impresa. Un’iniziativa scaturita da una proposta lanciata a livello nazionale dall’Anci in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate: Cesena è il primo Comune italiano ad aver aderito.

 

Gli elevati livelli di morosità hanno condizionato negativamente i bilanci dei comuni italiani. Può descriverci lo stato di salute della casse comunali all’avvio della Sua amministrazione e le scelte da Lei operate?

All’inizio del primo mandato, nel 2009, l’indebitamento del Comune era pari a 47,4 milioni di Euro, mentre nel 2017 è previsto un debito di 18,09 milioni. Una riduzione di oltre il 60 per cento del debito ottenuta senza tagliare i servizi, ma operando una “spending review” sui costi di funzionamento del Comune. Un risparmio complessivo che nell’ultimo bilancio tocca circa 1,34 milioni di euro, tra razionalizzazione della spesa sul personale e contenimento degli interessi passivi e che si somma ai numerosi altri risparmi degli anni precedenti.

 

Quali difficoltà comporta la gestione in house della riscossione. Quali vantaggi in rapporto all’esternalizzazione.

Ad oggi i tributi come TARI e IMU sono gestiti internamente dagli uffici, mentre per la riscossione coatta dovremmo pensare all’affidamento. Per il recupero delle somme TARI ci siamo già affidati ad una Società tramite una gara regionale di Intercent, l’Agenzia per lo sviluppo dei mercati telematici della Regione Emilia-Romagna.

Attualmente stiamo lavorando molto sulle banche dati, a partire da quella degli immobili, utile sia per la tassa dei rifiuti che per l’IMU. La riscossione della tassa dei rifiuti in precedenza era gestita dalla società Hera, mentre al tempo dell’ICI ci si basava su dichiarazioni del contribuente verificate a posteriori. Con la banca dati di tutte le particelle catastali, su cartografia informatica, il lavoro si è semplificato e l’ufficio tributi si occupa direttamente dei controlli.

Questi dati sono accessibili via web in un portale per la “Fiscalità Locale Partecipata”, attraverso il quale è possibile interagire con l’ufficio Tributi comunale per la verifica degli stessi. Il servizio, a disposizione di Caf e professionisti, e dunque dei contribuenti, consente inoltre di acquisire i modelli per i versamenti dei tributi dovuti e di verificare i versamenti già eseguiti. Vorremmo arrivare a mettere in questo Portale anche l’IMU.

 

È soddisfatto delle performance finora realizzate?

L’impegno nella lotta all’evasione è un aspetto che contraddistingue tutti gli interventi che l’Amministrazione ha messo in campo nell’ambito della fiscalità locale, come le citate decisioni di gestire internamente la TARI dal 2016 e il lavoro rilevante svolto sulle banche dati. Proprio grazie a questi interventi stiamo ottenendo risultati proficui in termini di efficacia ed efficienza della riscossione, nonché del recupero di base imponibile, sempre nell’ottica della perequazione fiscale.

Ritengo importante segnalare, inoltre, che il nostro Comune non aderisce alla “definizione agevolata”, quella che è stata definita rottamazione delle cartelle esattoriali, inizialmente riferita solo a Equitalia ed in seguito prevista anche per i Comuni per i carichi dal 2007. Per Cesena si sarebbe trattato di 1,82 milioni di euro condonabili con circa 645mila euro. Non abbiamo aderito per rispetto dei contribuenti che hanno pagato quanto dovuto nei termini di legge. Il principio di legalità e di equità rappresenta un cardine irrinunciabile nell’operato della nostra Amministrazione. Ma abbiamo tenuto conto anche dell’attività portata avanti dagli uffici comunali, tesa a contrastare l’evasione fiscale, con un approccio finalizzato a favorire l’adempimento spontaneo del contribuente (la cosiddetta tax compliance). Non a caso, il Comune di Cesena ha introdotto il ravvedimento lungo, con l’intento di promuovere un rapporto trasparente fondato sulla buona fede dei cittadini. In questo modo quanti sono incorsi in violazioni relative ai tributi locali hanno la possibilità di sanare la propria posizione debitoria con applicazione di sanzioni minime. Nella stessa direzione va anche l’introduzione recente della diffida amministrativa.

(a cura di Michelangelo Bucci)