Comuni meridionali in dissesto: dal peso delle spese per il Personale a quello dell’evasione fiscale

Il punto del Prof. Francesco Aiello, Ordinario di Politica Economica dell’Università della Calabria

La recente decisione del governo italiano di accollarsi il 75% del debito del Comune di Napoli ha riacceso l’interesse sul tema delle crisi finanziarie dei comuni italiani. In uno scenario in cui è richiesto rigore nella gestione economico-finanziaria degli enti locali, i dati mostrano come i casi di dissesto e di pre-dissesto siano più frequenti nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia.

In altre parole, le crisi sono concentrate nei territori caratterizzati, tra le altre cose, da bassa capacità contributiva ed elevata evasione fiscale. 

Le crisi dei comuni sono anche il risultato della presenza di bilanci irrigiditi dalle spese del personale che in Italia pesano per circa il 33% delle spese correnti, con un picco del 36% nei comuni con meno di 2000 residenti. Le conseguenze di queste criticità si sono amplificate a valle della riforma del sistema contabile degli enti locali entrato in vigore nel 2015 in cui si è tentato di ridurre al minimo l’arbitrio nella contabilità degli enti locali.

Infine, l’elemento che caratterizza la geografia delle crisi è l’esasperata concentrazione che si ha nel Sud e, in particolare, in Calabria, Campania e in Sicilia. E’ come se la pessima gestione economico-finanziaria dei comuni fosse legata a qualche effetto specifico di queste regioni. Ora, è certo che ovunque la cattiva gestione di un ente locale determina nel medio-lungo periodo il dissesto finanziario.  Tuttavia, è altrettanto certo che gli effetti della “cattiva gestione” si ampliano se l’ente locale opera in un luogo a bassa capacità fiscale e ad alta evasione di tributi locali.

Un’implicazione di questo ragionamento è che – in assenza di soluzioni dei problemi strutturali e di contesto (capacità fiscale ed evasione) – ai comuni del Mezzogiorno d’Italia è implicitamente richiesto maggiore rigore nella gestione economico-finanziaria dell’ente. Questo perché, a parità di errore gestionale, l’effetto sulla sostenibilità finanziaria dell’ente è inesorabilmente maggiore a Sud che a Nord.

Prof. Francesco Aiello