Enti locali: formazione continua per ottimizzare la qualità dell’azione politico-amministrativa

Intervista al dr. Carlo Alberto Pagliarulo, V. Ragioniere Generale Roma Capitale, Presidente ACSEL

La formazione continua quale motore di efficienza della Pubblica Amministrazione.

E’ questo il principio ispiratore dell’ACSEL (Associazione Cooperazione e Sviluppo Enti Locali), organizzazione apolitica e senza fini di lucro, costituita nel 2002 per iniziativa di un gruppo di funzionari pubblici provenienti da enti locali, amministrazioni centrali e Corte dei conti. Lo scopo sociale è quello di mettere a disposizione degli enti autonomi e delle altre pubbliche amministrazioni la propria conoscenza ed esperienza per ottimizzare la qualità dell’azione politico-amministrativa.

ACSEL promuove attività di studio e ricerca, di formazione continua ed assistenza tecnico-amministrativa in materia di finanza e contabilità, fisco e tributi, appalti pubblici e patrimonio, personale e sicurezza, ambiente e sviluppo economico locale e, in generale, in tutte le materie che attengono ai vari settori di intervento degli enti associati.

Ne è presidente il dr. Carlo Alberto Pagliarulo, Vice Ragioniere Generale di Roma Capitale, ricercatore Formez e docente del Ministero del Lavoro, con il quale facciamo il punto sugli scenari attuali e sulle prospettive del comparto pubblico in Italia.

Presidente, quanto incidono, oggi, sull’attuazione del “buon governo” la condivisione delle informazioni e la formazione continua dei funzionari P.A?

“La continua proliferazione e, in taluni casi, sovrapposizione, di norme, decreti attuativi, regolamenti e linee guida obbliga i funzionari pubblici a percorsi tortuosi nell’intento di adempiere correttamente al dettato normativo. I processi auto-formativi interni all’ente e quelli affidati all’esterno, spesso insufficienti, costituiscono un debole supporto per il buon funzionamento della macchina politico-amministrativa.

L’attività formativa dell’ACSEL – che ha fra l’altro il vantaggio di essere svolta molto spesso in house – rappresenta un sicuro aiuto per gli enti associati. Per i comuni più piccoli, privi di mezzi finanziari, si può dire che è l’unico sostegno diretto su cui possono contare, oltre a qualche iniziativa formativa a distanza offerta da istituzioni come Ifel”.

Quanto ritiene siano aperti al miglioramento gli attuali funzionari di settore degli enti locali?

“La P.A. subisce il blocco degli stipendi da diversi anni e sconta ancora il blocco parziale del turn-over delle assunzioni; ciò nonostante non è venuto meno nella maggior parte dei funzionari il forte senso di responsabilità ed impegno nell’adempimento dei propri doveri.

E’ davvero lodevole lo sforzo profuso nel tentativo di essere al passo con le novità legislative partecipando ad ogni occasione formativa. Si tratta spesso di norme di eccessivo dettaglio procedurale che finiscono per soffocare di adempimenti le amministrazioni e dunque il loro corretto funzionamento. Tutto questo vale per il complesso degli enti locali ma le difficoltà crescono in maniera inversamente proporzionale alle dimensioni demografiche dell’ente: più piccoli sono gli enti, maggiori sono le difficoltà da affrontare”.

Quali sono oggi, a Suo avviso, le strade da percorrere per ottimizzare l’amministrazione delle risorse della P.A., soprattutto per i piccoli Enti locali?

 “Attualmente, le condizioni economico-finanziarie e di personale degli enti locali sono estremamente critiche nel Centro Sud del Paese come testimonia la continua crescita del numero di comuni in stato di dissesto e pre-dissesto.

Margini di recupero di risorse finanziarie saranno ancora possibili laddove gli enti vorranno attivare iniziative di ricognizione, gestione e valorizzazione dei propri patrimoni, al giorno d’oggi spesso in stato di abbandono. Si tratta di attività ed obiettivi in linea con le finalità legislative (vedi DL 112/2008) e della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per gli Affari Regionali, le Autonomie e lo Sport – che in collaborazione con l’Agenzia del Demanio sta cercando di sensibilizzare già da anni i soggetti interessati”.

La corretta gestione delle entrate è un’attività strategica per la vita di un Ente locale. Per ottimizzare la liquidità di cassa, a quali strumenti può ricorrere un Comune?

“Molti enti locali vivono in una costante condizione di indebitamento nei confronti delle banche tesoriere, verso cui si obbligano ad erogare interessi su anticipazioni che dovrebbero essere eccezionali ed avere il carattere della temporaneità ma che invece assumono un carattere permanente, con il risultato di sottrarre cospicue risorse che l’ente ben più correttamente potrebbe utilizzare per migliorare o aumentare i servizi alla collettività.

Occorre ridurre gli sprechi e le inefficienze e nel contempo migliorare i sistemi di riscossione, i cui risultati sono comunque sempre condizionati oggettivamente dal lungo periodo di crisi economica e finanziaria del Paese. Il livello e la dimensione della povertà indotta da una crisi, forse peggiore di quella del 1929, non consente di essere ottimisti sulla possibilità di recuperare entrate sul territorio. Una proposta che è anche una provocazione: può fare qualcosa la Cassa DD.PP. per evitare che un ente, in sofferenza di cassa, faccia ricorso alle onerose anticipazioni di tesoreria?”.

 a cura di Clelia Maiolino