Fibra ottica, pubblicità ingannevole: sanzione da 4,8 milioni per Telecom Italia

Una maxi sanzione da 4,8 milioni di euro per aver «omesso di informare adeguatamente i consumatori circa le reali caratteristiche del servizio offerto e le connesse limitazioni (in particolare i limiti geografici di copertura delle varie soluzioni di rete, le differenze di servizi disponibili e di performance in funzione dell’infrastruttura utilizzata per offrire il collegamento in fibra)».

Destinataria della sanzione – inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell’adunanza del 28 febbraio scorso – Telecom Italia, riconosciuta colpevole di «pratica commerciale scorretta».

Sullo sfondo, le campagne pubblicitarie inerenti l’offerta commerciale di connettività in fibra ottica (cartellonistica, sito web, below the line e spot televisivi).

In particolare, «Telecom Italia, a fronte del ricorso a claim volti a enfatizzare l’utilizzo integrale o esclusivo della fibra ottica e/o il raggiungimento delle massime prestazioni in termini di velocità e affidabilità della connessione», nelle diverse campagne oggetto del provvedimento, ha «omesso o indicato in modo non sufficientemente chiaro che, per raggiungere le massime velocità pubblicizzate, fosse necessario attivare un’opzione aggiuntiva a pagamento. Tale circostanza ha, dunque, vanificato l’indicazione del prezzo dell’offerta contenuta nei claim principali».

Omissioni che, secondo l’Autorità, hanno fatto sì che il consumatore non fosse messo nelle condizioni di individuare gli effettivi elementi caratterizzanti l’offerta, impedendogli dunque di maturare una decisione consapevole in ordine all’acquisto dell’offerta in fibra.

Decisa, sul punto, la risposta fornita dall’Azienda, che ha ritenuto infondata – sia nel merito che nella quantificazione – la sanzione inflitta dall’Antitrust, preannunciando ricorso al Tar del Lazio.

Scarica il documento dell’Adunanza dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato del 28 febbraio 2018

 a cura di Laura Capobianco