IMU: codice tributo 3918, cos’è e come funziona

Il codice tributo 3918 si paga tramite F24 e si riferisce al pagamento dell'Imu per gli "altri fabbricati"

– da news.biancolavoro.it

Il Fisco italiano non è certo tra i più semplici al Mondo. Anzi, è considerato uno dei più complessi. Le leggi cambiano continuamente e non è difficile incappare in qualche errore se non ci si informa bene o non ci si fa aiutare da un esperto. Il quale, come Virgilio con Dante, ci guiderà nella “selva oscura”. Anche noi, cerchiamo di dare il nostro piccolo contributo informativo. E nel presente articolo vi parliamo del Codice tributo 3918. In particolare, cos’è, a cosa serve e come funziona.

Cos’è il codice tributo 3918

Il codice tributo 3918, rientra, con i codici tributo 3912 e 3913, tra i codici che occorrono per pagare l’IMU. Il tributo che si paga, con alcune eccezioni, per il possesso di fabbricati, abitazioni e immobili adibiti ad uso strumentale. I codici si distinguono quindi sia in base al tipo di immobile che in base all’ente destinatario del tributo stesso. L’ente infatti viene ripartita tra Comune e Stato. A differenza della precedente Ici che invece andava tutta appannaggio dei Comuni. Infatti, i Sindaci lamentano il fatto di essere diventati una sorta di riscossori fiscali.

Riguardo il codice tributo 3918, esso serve per il pagamento dell’IMU relativo agli “altri fabbricati” e viene utilizzato per la parte da pagare al Comune. Per “altri fabbricati” si intendono tutti gli immobili diversi da quelle che sono la prima e seconda casa; nonché i terreni, i fabbricati rurali, le aree fabbricabili. In “altri fabbricati” vi rientrano uffici, capannoni, immobili, utilizzati a scopo commerciale, ecc.

Come si paga il codice tributo 3918

Come per tutti i codici tributo, si utilizza l’apposito modello F24, il cui pagamento può essere eseguito presso una Banca (anche dove si ha il proprio Conto corrente, così da far scalare l’importo su esso senza dover versare contanti) o presso un ufficio di Poste italiane. Il codice in questione deve essere inserito nella sezione “Imu e altri tributi da versare”. Occorre poi scrivere la somma da pagare.

Nel modello F24, si compilerà la prima colonna col codice del Comune in cui è sito il o i fabbricati; nella quarta colonna andrà invece apposta una “X”; nella sesta colonna si indicherà il numero degli immobili; nella settima colonna il codice 3918; nella nona colonna l’anno in corso in cui si effettua il pagamento; nella colonna 10 l’importo da versa.

Come si calcola il codice tributo 3918

Per poter compilare in modo corretto il codice tributo 3918, occorre saper calcolare bene anche la stessa IMU. Innanzitutto, occorre tenere a portata di mano la visura catastale aggiornata dell’immobile. In quanto è la base imponibile su cui si deve pagare la tassa. Infatti, è tramite essa che possiamo individuare la rendita catastale che il fabbricato in questione frutta al contribuente. Come riferisce la legge fiscale, la rendita catastale va poi rivalutata del 5%. Dopodiché, l’importo del risultato ottenuto deve essere moltiplicato per un coefficiente che è pari a 80 (valido per gruppo catastale A/10). Infine, il risultato ottenuto va moltiplicato per l’aliquota fissata al 7,6 per mille (che sarebbero lo 0,76%).

Facciamo un esempio pratico, che aiuta sempre a capire meglio. Poniamo il caso che la rendita catastale sia di mille euro. Il calcolo da eseguire, per tutto quanto detto fin’ora, sarà quindi:

1000 x 5% x 80 x 0,76%

Il risultato ottenuto sarà pari a 638,40 euro. Ciò è quanto dobbiamo versare per il codice tributo 3918.

Attenzione però. Ogni Comune può fissare una propria aliquota, muovendosi tra i limiti segnati dallo Stato. In virtù di ciò, lo 0,76% può venire aumentato di una percentuale di massimo lo 0,3% in più, in aumento o in diminuzione. Pertanto, la forbice entro cui il Comune potrà muoversi è tra lo 0,46% e l’1,03%. Quindi, l’importo prima visto può aumentare o ridursi.

Inoltre, bisogna anche considerare il fatto che l’importo ottenuto deve essere anche arrotondato, senza decimali. Quindi, nel nostro esempio, 638,40 diventa 638 euro e va anche diviso per due. Pertanto, sempre nel nostro esempio, la somma da  versare al proprio Comune di residenza è pari a 319,00 euro.

a cura di Luca Scialò