Un’analisi condotta da CRIF Ratings ha fatto emergere un quadro sugli enti locali italiani caratterizzato da un evidente divario Nord-Sud sul piano della capacità di riscossione delle entrate, del pagamento delle spese correnti, dell’incidenza delle dei debiti finanziari e delle anticipazioni di tesoreria.

Dall’indagine, basata sulla situazione finanziaria dei comuni italiani con dati in aggregato per regione di appartenenza, sono risultati virtuosi i Comuni delle Regioni del Nord Italia e quelli delle Regioni a Statuto Speciale (Sicilia esclusa), in primis gli enti locali del Friuli Venezia Giulia (capacità di riscossione, vicina al 100%), seguiti da quelli del Trentino Alto Adige (99,1%) e della Liguria (99%). I Comuni Lombardi registrano un 98,5 di capacità di incasso, l’Emilia-Romagna il 98,2 %, Veneto oltre il 97%.

Più si scende al Sud e più le percentuali calano, per Enti gravati in particolare dalla capacità di incasso dell’IMU e della Tari (tassa per la gestione dei rifiuti): i Comuni della Campania e della Calabria, con l’89,6 e l’86,5%; la Sicilia, fanalino di coda non va oltre una percentuale dell’86,2%.

Dati numerici che pesano sulle spalle del cittadino e sull’operato degli amministratori pubblici e dei funzionari degli enti locali.  E’ dal gettito tributario ed extratributario che deriva la copertura delle spese correnti e l’erogazione dei servizi ai cittadini, nonché il grado di autonomia dalle erogazioni statali e dalle fonti di finanziamento esterne.

Eppure, la situazione muta profondamente quando Cribis Ratings prende in esame l’incidenza della pressione tributaria sui cittadini.

Alto il peso sui contribuenti di Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo e Campania (circa 730 euro a testa), mentre molto più basso quello gravante sugli abitanti di Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Molise, Calabria e Sardegna (circa 490 euro pro capite).

 

a cura di Antonio Campitiello