Manager al servizio degli Enti locali

Intervista dott. Claudio Gori, Dirigente Area Economico – Finanziaria e R.U. del Comune di Spoleto.

Dott. Claudio Gori, è passato da KPMG, multinazionale di alta consulenza, all’Area Economico-Finanziaria e Risorse Umane del Comune di Spoleto. Quali le motivazioni sottese a questo cambiamento?

“Un passaggio dovuto essenzialmente al desiderio di rendere più operativo il livello di conoscenza maturato presso KPMG, attraverso un incarico che non passasse per un ingaggio pro-tempore. Volevo insomma provare ad avviare e portare a compimento un percorso nella Pubblica Amministrazione, attraverso il livello di esperienza ed il bagaglio di competenze maturati negli anni presso la società di consulenza.

A Spoleto sono stato chiamato per far fronte ad un bilancio estremamente deficitario: ho trovato una situazione prossima al dissesto. Da qui è partito un piano di risanamento pluriennale”.

 

Quali i cambiamenti apportati all’organizzazione dell’area finanziaria-tributaria dell’Ente?

“Ho cercato di trasmettere e diffondere una mentalità di matrice manageriale, proprio come accade nelle aziende private. Ho quindi promosso un approccio diverso – manageriale, appunto – al lavoro, fornendo nuova impulsi di carattere motivazionale alle persone, anzitutto assegnando e fissando obiettivi. Fondamentale, in quest’ottica, la preventiva – scrupolosa – valutazione delle risorse umane a disposizione. Nel concreto, passando all’aspetto organizzativo, abbiamo provveduto anzitutto alla ricostituzione dell’Ufficio Ragioneria. Quindi l’analisi del cash flow, con specifico riguardo alle transazioni con principali fornitori dell’Ente, definendo un piano dei pagamenti, così da mantenere sotto controllo i livelli di cassa e da ossigenare le società partecipate.

Sul piano dei tributi, ho avviato un’azione di sostegno all’Ufficio Tributi, anzitutto promuovendo una gara per consentire la bonifica delle banche dati. C’era ad esempio da far fronte ad una crisi legata alle cartelle pazze della TARI: l’Ente aveva cambiato in 4 anni 3 sistemi informatici. La bonifica della banca dati, associata alla formazione del personale, ha quindi consentito non solo di conferire ulteriore efficienza agli accertamenti, ma anche di individuare nuovi evasori attraverso l’analisi incrociata delle diverse banche dati (Catasto, agenzia del demanio, utenze relative a consumi)”.

 

Quale la capacità fiscale dell’Ente e da cosa è scaturita la scelta di esternalizzare la riscossione coattiva attraverso un concessionario privato?

“Direi soddisfacenti le percentuali di riscossione in ordine ai principali tributi. Per l’IMU ci attestiamo al 95%, per la TARI (quanto all’esercizio di competenza), invece, al 75%. Quanto alle multe, siamo attorno al 70%. Molto bassi, invece, i livelli di recupero dell’evasione: non superiamo il 10%. Questo dato ha lasciato emergere anzitutto un’impellenza: il cittadino deve essere informato.

Anche in quest’ottica è stata avviata una gara per individuare un agente speciale per la riscossione. Il nostro obiettivo è migliorare la capacità di riscossione, attraverso, anzitutto, una maggiore presenza sul territorio e, dunque, un’effettiva vicinanza al cittadino.

I contribuenti vanno ricevuti, ascoltati ed edotti. In quest’ottica, abbiamo inaugurato – il 18 ottobre –  lo sportello informatico del contribuente: il cittadino potrà in questo modo, anche attraverso il proprio smartphone, accedere alla propria banca dati, prendendo visione della propria posizione, visualizzando i carichi pendenti, provvedendo ai pagamenti. Sempre sulla scorta di una puntuale assistenza. Abbiamo insomma scelto il passaggio alla digitalizzazione, allo scopo di puntare ad un incremento della capacità fiscale, passando per il coinvolgimento diretto del cittadino”.

 

(a cura di Raffaella Ascione)