Misure per il recupero dei crediti insoluti nella pubblica amministrazione

La terza via per la riscossione proposta dalla senatrice Ricchiuti

Senatrice, lei nel marzo scorso ha presentato un DDL a favore di un modello innovativo di recupero delle entrate locali. Sulla base di quali motivazioni è nata quest’iniziativa?

“Prima di essere eletta senatrice, sono stata assessore con delega al bilancio del comune di Desio, un’esperienza che mi ha consentito di toccare con mano le problematiche legate alla riscossione. Per il mio Comune l’operatore della riscossione era Equitalia, una struttura assolutamente poco efficiente nella riscossione dei tributi minori, i cui scarsi risultati finivano per condizionare negativamente il bilancio. Le morosità di piccole dimensioni non potevano essere gestite con le medesime modalità coattive dei crediti di elevato importo, ne conseguiva esclusivamente una inerzia da parte dell’ente riscossore con conseguenti mancati incassi per il Comune”.

 

Quale strada percorse?

“Il primo passo fu quello di una riorganizzazione degli uffici finanziari, al fine di garantire all’ente un più attento monitoraggio dei processi di riscossione ed un’intensificazione dei solleciti verso Equitalia per maggiori aggiornamenti e riscontri. Inoltre, data la carenza di risorse umane sia in termini numerici che di competenze, puntai al coinvolgimento di alcuni legali. Devo ammettere che i risultati non furono quelli sperati”.

 

Poi, l’elezione a parlamentare ed il DDL “Misure per il recupero dei crediti insoluti nella pubblica amministrazione”

“Una volta in Senato, ho voluto affrontare pragmaticamente il problema, avviando un percorso legislativo sul quale ancora oggi sto lavorando. Il presupposto del DDL è che i crediti di minore importo vadano gestiti prima dell’iscrizione a ruolo, attraverso un modello innovativo di recupero. Prima di percorrere la strada della riscossione coattiva è necessario che un ente locale contatti i contribuenti morosi attraverso figure professionali specializzate, con l’obiettivo di ottenere il pagamento anche attraverso dilazioni che tengano conto delle singole capacità finanziarie. Tale attività va affidata a società esperte nel recupero stragiudiziale, la cui azione di breve periodo può garantire alle Pubbliche amministrazioni quell’incremento delle entrate che oggi è di importanza vitale, anche alla luce delle nuove regole sul bilancio armonizzato”.

 

Le società di recupero crediti sono numerose, molte di esse poco strutturate ed a differenza dei concessionari della riscossione, non iscritte ad un albo nazionale. Quali garanzie per gli enti ed i cittadini?

“E’ una domanda che mi sono posta, motivo per cui ho avviato un’indagine conoscitiva sul settore della tutela del credito. Le imprese di recupero crediti sono autorizzate ai sensi dell’articolo 115 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e pienamente abilitate ad operare come mandatari degli enti locali. Inoltre ho avuto modo di conoscere le loro organizzazioni di categoria, in particolare UNIREC, potendo apprezzare il loro dialogo costante avviato con le istituzioni e le associazioni dei consumatori, sinergie positive finalizzate a determinare buone prassi. Un passo ulteriore del legislatore potrebbe essere quello della creazione di un albo che includa i soggetti più virtuosi”.

 

I contribuenti sono stati abituati negli anni a modalità di contatto di natura epistolare, come pensa possano assorbire l’azione diretta degli addetti al recupero crediti?

“La loro deve essere un’azione bonaria che abbia il duplice obiettivo dell’informazione e della mediazione. Un approccio moderato, gestito con professionalità difficilmente crea malumori. Tra l’altro esistono già esperienze di società italiane di recupero crediti attive sul fronte enti locali, con riscontri positivi sia di ordine finanziario che sociale. Sicuramente compito del legislatore sarà quello di assicurare un efficace sistema di controllo, mentre responsabilità dei funzionari pubblici sarà quella di garantire un’attenta selezione dei soggetti incaricati”.

 

Quali tempi prevede per l’iter legislativo?

“Il percorso della mia proposta non è stato semplice, finendo per coincidere con il passaggio dal governo Renzi a quello Gentiloni. Ora sto valutando l’opportunità di ripresentare il testo sotto forma di emendamento nel decreto legge della ‘manovrina’ (manovra di aggiustamento dei conti pubblici, ndr), il tutto attraverso il coinvolgimento di colleghi deputati. Di certo, a pesare sull’esito positivo di questa iniziativa parlamentare, saranno gli orientamenti del governo. La favorevole condivisione della proposta da parte di Luigi Casero, Vice Ministro all’Economia e alle Finanze, mi rende ottimista”.

(a cura di Antonio Campitiello)