Pagamenti dalla P.a.: dal primo al secondo trimestre 2017 trend in sensibile peggioramento

Tavolo di confronto tra Banca IFIS Imprese, Mef ed imprenditori

Nel nostro costante monitoraggio su iniziative e problematiche degli Enti locali, frequente è l’attenzione sulla gestione delle entrate e dei crediti della P.a..

C’è un altro fronte però, quello dei debiti, sul quale ad accendere i riflettori ha pensato Banca IFIS Impresa dando vita il 26 ottobre a Salerno ad un seminario sul tema: “Imprese e Pubblica Amministrazione: gli strumenti per il finanziamento dei crediti commerciali”.

 

Nel 2017, il tema dei ritardi di pagamento della P.a. rimane rilevante, se si considera che il 62% degli enti pubblici paga in ritardo, con una media temporale che oscilla tra 41 e 55 giorni di ritardo, quando il tempo di saldo delle fatture previsto per legge è 30 giorni, 60 in casi particolari, per Asl ed ospedali.

Dal primo al secondo trimestre 2017, il trend dei pagamenti risulta in sensibile peggioramento, anche rispetto al 2016: se le ASL si attestano su un ritardo medio di 85,1 giorni, le Province salgono a ben 147,4 giorni.

 

“Affrontare a Salerno un tema così importante non è stata scelta casuale. La Regione Campania, -ha spiegato Raffaele Zingone, Head of Italy di Banca IFIS Impresa– ha registrato nel primo trimestre del 2017 il peggiore indice di tempestività dei pagamenti tra gli enti regionali italiani, con un ritardo ponderato medio pari a 49,7 giorni rispetto alla media nazionale di 3,6 giorni.

Per questo abbiamo ritenuto opportuno invitare al confronto istituzioni e PMI campane. In Italia 4 aziende su 10 ritengono necessario ricorrere all’ anticipo finanziario delle fatture per ottenere liquidità e fronteggiare i ritardi della PA. E’ un segnale che istituzioni e privati non possono non raccogliere”.

 

A raccogliere il richiamo di Zingone per le istituzioni campane è il dr. Francesco Buono, in rappresentanza di ANCI Campania.

“E’ innegabile – il commento di Francesco Buono– l’esigenza di sforzi maggiori da parte della P.a. per dirimere una problematica che interessando le imprese, finisce per colpire la collettività, visto che i ritardi di pagamento, oltre a mettere a rischio il lavoro, inducono le aziende all’incremento dei prezzi.

Inoltre, come ha sottolineato la Corte dei Conti nel suo Rapporto sulla Finanza pubblica, l’elusione dei termini per il pagamento dei fornitori pone le amministrazioni pubbliche in condizioni di particolare debolezza in sede di formazione dei nuovi contratti e crea i presupposti per una gestione non trasparente dei rapporti in essere, determinando il cosiddetto “rischio corruzione”.

Al tempo stesso è importante, però, non demonizzare gli enti locali, per i quali i vincoli del patto di stabilità interno è un forte ostacolo ad una lineare gestione della spesa”.

Nel corso dell’incontro Raffaele Di Donfrancesco, rappresentante della Ragioneria Generale dello Stato, ha illustrato alle imprese come certificare i propri crediti attraverso la piattaforma dei Crediti Certificati (PCC) del MEF.

Secondo i dati dell’ente Regione Campania, la PCC riporta oggi oltre 12.000 fatture registrate nel 2016 per un valore di 1,1 miliardi di euro. Nel complesso la performance dei pagamenti dell’ente Regione Campania presenta un 30% di importi saldati rispetto al 70% di importi ancora da pagare nella Piattaforma, per un valore di circa 0,8 miliardi di euro.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze -ha commentato Raffaele Di Donfrancescoè da tempo in prima linea nel contrasto ai ritardi dei pagamento nelle transazioni commerciali delle pubbliche amministrazioni, azione che ha sostenuto con uno sforzo imponente, sia in termini di risorse finanziarie erogate, sia sotto il profilo tecnico-informatico e normativo”.

I debiti commerciali delle Pubbliche amministrazioni italiane sono scesi dai 72 miliardi di euro del 2013 ai 61 del 2016. Quali le iniziative messe in campo per ulteriori passi in avanti?

“Abbiamo favorito la concessione delle anticipazioni di liquidità agli enti debitori per il pagamento dei debiti pregressi, nonché l’istituzione e l’implementazione di un sistema informatico per la certificazione ed il monitoraggio dei crediti commerciali all’avanguardia in campo europeo”.

 

Cosa propone Banca IFIS Imprese?

“Banca IFIS Impresa -la risposta di Raffaele Zingone -è la divisione di Banca IFIS che si dedica al supporto finanziario e ai servizi di gestione del credito delle imprese italiane. Da istituto di credito, sentiamo la responsabilità di dialogare con istituzioni ed imprese per lo sviluppo economico locale.

Per noi è fondamentale contribuire alla conoscenza delle possibili soluzioni per le esigenze espresse dal territorio.

Banca IFIS Impresa sostiene le aziende finanziando il loro fatturato nei confronti di altre imprese e/o enti della P.a.. Tra i nuovi strumenti di finanziamento a disposizione delle PMI spicca la nostra piattaforma digitale Ti Anticipo, ideata per fronteggiare le scadenze a breve termine delle micro, piccole e medie imprese che vantano crediti certificati verso la Pubblica Amministrazione e supportare il rilancio degli investimenti.

La piattaforma permette, ancor prima di registrarsi, di ottenere un preventivo del costo della cessione del proprio credito semplicemente immettendo: l’importo, la P.a. debitrice e la data di saldo prevista.

A quel punto, le fatture certificate sono oggetto da parte nostra di valutazione e, una volta ottenuto l’ok da parte del MEF, possiamo erogare il credito richiesto. Ricordo che per la cessione del credito non sono previste spese notarili”.

 

Centrale quindi, nel processo di cessione, è la certificazione del credito. Un’impresa fornitrice può ottenere la certificazione inoltrando richiesta attraverso la Piattaforma per la Certificazione dei Crediti (PCC) del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).

Non sempre i crediti verso la P.a. sono certificati. Nel 2016, ad esempio, si registra sulla P.C.C. un gap di 43,5 miliardi di euro tra l’importo delle fatture registrate e quelle saldate (73% degli importi liquidati), dato da valutare tenendo presente che queste informazioni non sono complete: non tutti gli Enti Pubblici sono attivi nella comunicazione dei dati di pagamento.

(a cura di Antonio Campitiello)