Riscossione delle entrate: la scelta di Mastella

Intervista a Clemente Mastella, sindaco di Benevento

L’uscita di scena di Equitalia dalla riscossione dei tributi locali con il relativo passaggio di consegne ad Agenzia delle Entrate – Riscossione dal prossimo 1° luglio 2017, ha accelerato l’attivismo delle amministrazioni locali nella ricerca di nuovi soggetti e modalità di gestione delle entrate. Abbiamo coinvolto sull’argomento Clemente Mastella, attuale Sindaco di Benevento, già Ministro del Lavoro e Previdenza sociale e della Giustizia.

 

Quale giudizio esprime in merito all’esperienza Equitalia sul fronte riscossione tributi locali?

“L’obiettivo del legislatore con la creazione del gruppo Equitalia era quello di migliorare l’efficacia nella riscossione. Non si è raccolto molto. Mancava una struttura organizzativa adeguata e soprattutto capacità informativa.

Ora, con l’istituzione di un nuovo ente pubblico economico, a pieno titolo, parte dell’amministrazione finanziaria dello Stato, si è previsto il potere per questo soggetto di avvalersi delle banche dati informative dell’agenzia delle entrate e dell’INPS, aspetto che unito alla capillarità degli sportelli potrà determinare maggiore efficacia ed incisività”.

 

Gli elevati livelli di morosità hanno condizionato negativamente i bilanci dei comuni italiani. Può descriverci lo stato di salute della casse comunali all’avvio della sua amministrazione e le scelte da lei operate?

“Nel caso particolare del Comune di Benevento la mancata riscossione dei tributi e gli elevati livelli di evasione sono stati fattori determinati della dichiarazione di dissesto avvenuto a gennaio 2017.

Una riscossione inefficace provoca gravi problemi finanziari, soprattutto nel sistema di federalismo fiscale in cui i Comuni hanno visto sempre di più ridursi i trasferimenti dal governo centrale.

Questo significa fare continuamente ricorso all’anticipazione di tesoreria per provvedere ai pagamenti e registrare elevati residui attivi cioè crediti nei confronti dei cittadini per le imposte non riscosse. Il tutto fa diventare sempre più difficile avere una corretta gestione finanziaria dell’Ente”.

 

Quale strada ha intrapreso la sua amministrazione per garantire una riscossione efficace?

“E’ in corso una gara per l’affidamento del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità, dei diritti sulle pubbliche affissioni, per la gestione ordinaria e accertativa della TOSAP e della TARI e delle entrate patrimoniali.

La scelta di esternalizzare è stata obbligata. La struttura organizzativa degli uffici preposti non riesce a reggere lo sforzo di recupero fiscale sia pregresso che attuale, stante le pochissime risorse impegnate e le criticità organizzative.  Nell’ottica dell’efficienza, dell’efficacia e dell’economicità dell’azione amministrativa la soluzione di affidamento in concessione a strutture specializzate risulta essere, attualmente, un buon viatico per l’avvio di un serio un processo di riscossione e recupero delle morosità.

È comunque necessario che l’ufficio tributi del Comune si occupi, oltre della gestione dei tributi non dati in concessione, dell’auditing sulle attività date in concessione, sui controlli contabili e sull’attività propria di accertamento”.

 

Organizzazione ma anche credibilità. Quanto abbia influito sul fenomeno evasione, il diffuso calo di fiducia verso gli amministratori pubblici?

“Moltissimo. La mancanza di fiducia negli amministratori pubblici e la scarsa capacità di far osservare le regole da parte di tutto l’apparato amministrativo inducono spesso i cittadini a evitare il pagamento di tasse e contributi. Solo una forte politica di contrasto all’evasione, con l’applicazione di sanzioni certe e pesanti può indurre i cittadini a dichiarare e pagare nell’ottica di una maggiore equità fiscale”.

a cura di Giovanni Fuccio