Riscossione: sfatare il mito della localizzazione come giustificativo dell’inefficienza

Una recente analisi condotta da CRIF Ratings sugli enti locali italiani ha messo in evidenza il divario tra Nord e Sud Italia sul piano della capacità di riscossione delle entrate, del pagamento delle spese correnti, dell’incidenza dei debiti finanziari e delle anticipazioni di tesoreria.

Approfondiamo l’argomento con il dr. Marco Sigaudo, dottore commercialista e revisore contabile nonché socio fondatore dello Studio Sigaudo Srl, società di consulenza che dal 2006 offre supporto alla Pubblica Amministrazione in molteplici settori: dall’area tributaria a quella fiscale, dalla gestione del patrimonio al supporto all’ufficio tecnico.

 

Dottor Sigaudo, quale correttivi, a Suo parere, potrebbero essere adottati dalle Regioni del Sud per ridurre il gap attuale?

 

“Le differenze rilevate sono sicuramente sintomatiche di un sistema organizzativo differente ma anche di una realtà sociale diversa. In un contesto quale l’Italia in cui una delle ricchezze principali è rappresentata dalla diversificazione dei suoi cittadini bisogna necessariamente contestualizzare ogni tipo di indagine. Bisogna sfatare il mito della localizzazione come giustificativo dell’inefficienza e operare invece in una direzione in cui, a fronte del taglio della burocrazia, si agevoli l’operatività degli uffici nel rispetto delle già molteplici difficoltà che quotidianamente devono affrontare”.

 

 

Quali sono gli ambiti di attività nei quali gli Enti, in particolar modo gli uffici finanziari, riscontrano maggiore criticità e per i quali è più frequente il ricorso ai servizi dello Studio Sigaudo?

 

“In un periodo storico in cui gli uffici finanziari soffrono per la carenza di personale e, al contempo, devono sottostare al giogo di normative e adempimenti sempre più stringenti, lo Studio si configura come partner dell’Ente. L’obiettivo che ci poniamo è quello di agire con l’Ente e per l’Ente operando in molteplici ambiti tra cui la gestione del patrimonio, la contabilità finanziaria ed economico patrimoniale, la gestione del consolidato e la fiscalità, attiva e passiva”.

 

Dal gettito tributario ed extratributario deriva la copertura delle spese correnti e l’erogazione dei servizi ai cittadini, nonché il grado di autonomia dalle erogazioni statali e dalle fonti di finanziamento esterne.

A quali strumenti può ricorrere un Ente Locale per aumentare il gettito tributario ed extratributario? 

 

“Per adempiere agli obblighi normativi si dovrà sicuramente implementare il sistema del controllo di gestione atto ad agevolare un efficiente monitoraggio dei flussi di cassa; rilevante sarà poi l’avvio di procedure che vedano l’interessamento di privati, il potenziamento degli uffici interessati al reperimento di fondi derivanti dai bandi e l’efficientamento del sistema di controllo/riscossione delle entrate già definite”.

 

 

Il Ministero dell’Interno – Direzione Centrale della Finanza locale ha condotto un’indagine sulle «Modalità di affidamento del Servizio di Tesoreria da parte dei Comuni» dalla quale sono emerse varie difficoltà, sia a carico dei piccoli che dei grandi enti, con conseguente impossibilità ad utilizzare in termini di liquidità le entrate proprie.  Quali scenari futuri si prevedono?

 

“Il servizio di Tesoreria ha perso appeal. Inoltre, la mancanza di disponibilità di risorse da parte dell’ente ha reso anti-economico detto adempimento a meno di un corrispettivo che eccede in modo esponenziale quanto precedentemente definito. Sovente le gare vanno deserte e si ricorre all’applicazione dell’art. 63 del codice degli appalti per garantire la continuità del servizio. Il problema è sicuramente serio e deve essere oggetto di analisi da parte degli organi competenti”.

                                                                                              a cura di Clelia Maiolino