Tasse, a Frosinone 13mila ingiunzioni e solleciti per i morosi: proteste su errori, code e Tari alle stelle

Tutti in fila per contestare o chiedere spiegazioni su accertamenti, solleciti e ingiunzioni di pagamento per tributi e tasse pregresse. Con quella sui rifiuti in testa. Ieri mattina l’ufficio tributi del Comune in piazza VI dicembre è stato preso d’assalto da decine di cittadini. Che si sono visti recapitare in queste settimane migliaia di avvisi per il recupero delle somme. Ieri mattina il clima era abbastanza caldo. “Mi vengono richiesti 3000 euro di tassa sui rifiuti, riferiti anche al 2011. Ma contesto queste cifre” dice una donna. Alcuni poi segnalano anomalie relative al pagamento. “Mi chiedono di pagare una cifra riferita ad annualità passate, che io ho già pagato” spiega una signora. Mentre un’altra cittadina racconta di aver avuto la stessa problematica, mostrando il bonifico già effettuato del pagamento Tari che le viene richiesto. A scatenare la rabbia sono anche le file e le attese. “E’ possibile che si riceva solo il lunedì e il mercoledì in questi uffici?” dice una donna mentre abbandona la fila. Sono le 11,30 e davanti a sé ha ancora 30 persone con il numeretto. “Io sono qui da quasi un’ora e mezza”  esclama un’altra.  Tutti sono d’accordo però su un punto: la tassa sui rifiuti è troppo cara in città. Non a caso per Cittadinanzattiva, Frosinone è il sesto capoluogo italiano con il più alto incremento della tassa sui rifiuti fra 2015 e 2016 (da 348 a 384 euro di Tari per una famiglia media).
IL COMUNE: “INVIATI 13MILA AVVISI”
Il responsabile dell’ufficio tributi del Comune, Mauro Turriziani, spiega come la situazione di questi giorni sia fisiologica. In quanto gli avvisi inviati dal Comune da settembre sono stati circa 13mila.  “Stiamo portando avanti l’ordinaria lotta a evasione e ad elusione. Da settembre si è dato il via alla spedizione di 13.351 avvisi (ce ne possono essere anche più di uno a cittadino) fra solleciti, ingiunzioni, accertamenti per omessa o infedele denuncia della tassa. E’ normale che su migliaia di avvisi vengano decine di cittadini a chiedere spiegazioni. Ma alla fine i dati sono quasi sempre corretti. Poi è fisiologico avere una quota del 5-10% di errori su 13mila avvisi. Può capitare l’errore umano dell’operatore della banca o della posta, che sbaglia una lettera del codice fiscale o il codice dell’Ente a cui versare l’imposta. E magari al Comune quel versamento non arriva. Ci sono anche altri tipi di errori degli uffici o dei dichiaranti”. Per avere un’idea, fra i 13mila avvisi del Comune ci sono 4997 solleciti per la tassa sui rifiuti dovuta fra 2012 e 2016. E solo di omesso versamento Tari 2016 si contano solleciti per 2,4 milioni di euro. Ma ci sono anche 1,3 milioni di ingiunzioni di pagamento per Tarsu e Tares riferite agli anni 2011-2013. E, fra gli altri, anche 576 avvisi di accertamento Imu 2012 inviati ai contribuenti, per  quasi 2,5 milioni di euro, fra tributo, sanzione, interessi. Rispetto alle code dei cittadini con il numeretto e all’apertura al pubblico degli uffici preposti solo in alcuni giorni, il problema è quello di molti enti locali. Con una squadra di circa 10 dipendenti che oltre a ricevere il pubblico deve poi lavorare sulle pratiche, sui ricorsi, sulla risoluzione dei problemi contestati. Trattando una mole di entrate che si aggira sui 30 milioni di euro. Da qui l’impossibilità di tenere aperti tutti giorni gli uffici al pubblico, per non congelare l’attività amministrativa. Dal Comune fanno sapere che è possibile anche utilizzare i contatti mail e pec per segnalare, chiedere e arrivare a una soluzione.

di Alessandro Redirossi