Telefonia. Rimborsi fatturazione a 28 giorni: la diffida dell’Agicom

Una sorta di sconto sul canone della linea telefonica di casa (telefono, Adsl e fibra ottica) sotto forma di bonus di giorni gratis a decorrere dalla prossima bolletta. Lo ha chiesto l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) agli operatori telefonici Tim, Wind, Vodafone e Fastweb, con le delibere diffida n. 112/18, 113/18, 114/18 e 115/18.
Sullo sfondo, l’annosa vicenda dei rimborsi conseguenti alla tariffazione a 28 giorni (per un approfondimento dell’argomento clicca QUI).

Il meccanismo di rimborso conseguente al passaggio alla fatturazione su scala mensile è stato di recente congelato dal Tar del Lazio che, con ordinanza dello scorso febbraio, ha rinviato ogni decisione all’udienza di merito fissata per il prossimo 14 novembre, «ritenuto che il carattere – allo stato – indeterminato della somma da corrispondere agli utenti, per effetto dello storno (nella prima fattura emessa con cadenza mensile) dei predetti importi, appare in grado di incidere sugli equilibri finanziario-contabili dell’azienda».

Una diffida, quella dell’Autorità, che si pone – si ricava da ciascuna delle delibere fotocopia pubblicate – quale «misura ripristinatoria» idonea a compensare «gli utenti dei giorni illegittimamente erosi» con la fatturazione a 28 giorni.

La «misura si è resa necessaria, tra l’altro, per evitare che ogni singolo utente dovesse agire uti singulus per il recupero di tale “erosione”, mediante procedure contenziose che, sebbene gratuite, avrebbero rappresentato comunque un aggravio sproporzionato rispetto al valore dell’indebita erosione e che, per altro verso, avrebbero comportato un carico insostenibile per il sistema giustiziale affidato all’Autorità».

L’attesa dell’udienza di merito fissata per il prossimo novembre «lascerebbe gli utenti privi di una tutela immediata ed effettiva, in quanto essi sarebbero costretti ad attendere molti mesi prima di vedersi riconosciuta tale restituzione e nel frattempo non sarebbero nemmeno pienamente liberi di migrare verso altri operatori. Infatti, qualora gli utenti dovessero risolversi a cambiare operatore nelle more della conclusione dell’iter giurisdizionale, si troverebbero poi costretti a rivolgersi all’ex fornitore del servizio per ottenere, sotto forma di rimborso di un importo equivalente, la restituzione degli importi corrispondenti ai giorni erosi, con tutte le difficoltà del caso in termini di quantificazione e liquidazione della somma dovuta».

Una diffida, insomma, che tende a produrre «un immediato effetto ripristinatorio a beneficio degli utenti, assicurando, al contempo, una soluzione ai rilievi formulati dal Giudice amministrativo con riguardo agli equilibri finanziario-contabili dell’azienda».

 

Cosa accadrebbe, nello specifico, in caso di recepimento della diffida? L’Autorità ha ritenuto «di poter imporre alle società di differire la decorrenza della prima fattura emessa secondo la periodicità su base mensile o di multipli del mese di un numero di giorni pari a quelli erosi. E dunque, volendo ancora esemplificare, nel caso di una fattura emessa ad aprile con decorrenza dal 1° aprile al 30 aprile e in presenza di una erosione pari a 15 giorni, la decorrenza della fattura dovrà essere posticipata al 16 aprile e conseguentemente il periodo fatturato dovrà risultare quello intercorrente dal 16 aprile al 15 maggio». Il meccanismo così strutturato garantirebbe, per un verso, la determinatezza della prestazione posta a carico degli operatori sotto forma di postergazione della data di decorrenza della fatturazione e, per altro, il diritto degli utenti di ottenere un immediato ristoro del disagio sofferto senza dover ricorrere a procedure contenziose, rimanendo inoltre liberi di poter cambiare operatore, una volta ottenuta la compensazione.

«Relativamente inoltre agli equilibri finanziario-contabili della azienda presi in considerazione nella citata misura cautelare, si ritiene che la soluzione qui adottata in esecuzione dell’ordinanza giudiziale, poiché non impone la restituzione diretta delle somme dovute, ma la mera detrazione in bolletta dei giorni precedentemente erosi, sia proporzionata, coerente con la riconosciuta illegittimità della fatturazione quadrisettimanale posteriormente al 23 giugno 2017 e altresì poco incidente sugli equilibri economici dell’azienda, anche perché maggiormente compatibile con i sistemi di fatturazione degli operatori e dunque per essi meno gravosa».

 

 a cura di Gabriele Capobianco