Turismo energetico: quali ripercussioni per i fornitori?

Intervista al Direttore Generale di Lenergia, dott.ssa Monia Di Matteo

Lenergia S.p.A. nasce in Umbria nel 2010 grazie all’intraprendenza di chi, in un momento storico del tutto sfavorevole, ha creduto nella forza dell’impegno e della determinazione, e nei valori di una sana imprenditoria, consapevole della sua funzione sociale”.

Quali difficoltà ha dovuto superare Lenergia per affermarsi nel panorama delle aziende energetiche?

“Le criticità riscontrate durante il percorso di crescita sono state molte. Dal 2010 ad oggi si è assistito ad un proliferare di aziende energetiche sul mercato italiano. Il cliente finale, quindi, si è ritrovato “tentato” da numerose offerte tra cui non è sempre agevole orientarsi. Questo ha portato ad una grande instabilità della clientela con cui anche Lenergia ha dovuto fare i conti.

La società si è dovuta quindi ingegnare, creando meccanismi di fidelizzazione che le hanno permesso di crescere costantemente mantenendo la clientela già acquisita. Non di poco conto è stata ed è la problematica delle insolvenze lasciate da aziende in chiusura e/o da clienti poco affidabili che hanno approfittato del passaggio di fornitore per evitare di pagare le ultime fatture. Il peso delle insolvenze, in questo settore, è enorme! Basti pensare che oltre il 50% della fattura è costituita da oneri passanti – oltre alle imposte – che, in caso di insolvenza del cliente finale restano in capo all’azienda fornitrice. La società di vendita, infatti, è debitrice nei confronti dei vari beneficiari per il semplice fatto di aver emesso la fattura e, a dispetto del mancato incasso, di quanto dovuto dal cliente finale”.

Quali scelte sono state operate per gestire queste criticità?

“E’ inevitabilmente sorta l’esigenza di operare una selezione della clientela da acquisire, per limitare il rischio di insoluti. Questo ha generato anche un rallentamento della crescita del fatturato aziendale a beneficio però di un portafoglio sano che ci ha permesso di presentarci sul mercato con offerte sempre più competitive, grazie proprio alla riduzione dei crediti inesigibili.

«Siamo professionisti con esperienze di massima responsabilità nelle utilities. Siamo manager, tecnici e consulenti esperti nel settore energetico e nei processi di acquisto e vendita». Si presenta così LENERGIA, con una ulteriore precisazione: «il contatto diretto e costante con il cliente» è una prerogativa che si traduce in una «grande cura per le fasi di post vendita e assistenza”.

Un’Azienda che, insomma, tende a coniugare professionalità, esperienza ed attenzione al cliente.

“Direi proprio di sì! Lenergia ha puntato molto sulla fidelizzazione della clientela che passa attraverso due vie principali: massima attenzione nell’elaborazione delle offerte commerciali che devono poi avere riscontro pratico nelle fatture emesse; fidelizzazione della rete vendita. Lenergia ha sempre operato al di fuori dei classici “flussi migratori” tipici del settore che coinvolgono consulenti e pacchetti clienti a seguire”.

Mercato libero. A partire dal 1° luglio 2019, scatterà la completa liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas, con la scomparsa – dunque – del mercato tutelato. Allo scopo di accompagnare i consumatori in questo delicato passaggio, agevolandone informazione e comprensione, sono stati introdotti alcuni importanti obblighi per i venditori di energia elettrica e gas, per il Ministero dello sviluppo economico e per l’Autorità. Tra quelli a carico dei venditori, figura quello di predisporre offerte “standard” c.d. PLACET per i clienti finali (a Prezzo Libero a Condizioni Equiparate di Tutela, con prezzi determinati liberamente ma a condizioni contrattuali definite dall’Autorità). Tale previsione si inserisce in un solco già tracciato dall’Autorità, con l’introduzione – per il solo mercato dell’energia elettrica – del regime della Tutela Simile.

In questo passaggio, come crede si sposti l’ago della bilancia nel rapporto venditore/consumatore? L’esigenza maggiormente avvertita è quella di garantire trasparenza ed una compiuta informazione nei confronti dell’utente finale: come si sta regolando l’Azienda?

“Lenergia si sta adeguando, come dovuto, ai cambiamenti normativi. La trasparenza è sempre stata il nostro cavallo di battaglia quindi, se il settore va in questa direzione, scorgo solo vantaggi per l’azienda.

Siamo consapevolmente parte di un mercato in continua evoluzione e siamo quindi abituati ad adeguarci alle nuove esigenze del settore. Ritengo ci siano nuove opportunità in arrivo, una più ampia apertura del mercato e, finalmente, una liberalizzazione di fatto che necessariamente si porta dietro anche qualche “onere” in più. In questo caso risulta evidente che, a fronte della scomparsa del mercato tutelato, sia intenzione dell’Autorità creare un meccanismo di offerte blindate a determinate condizioni, proprio al fine di tutelare il contraente più debole”.

Con la delibera n.97/2018, Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) si è stabilito che «nel caso di fatture di energia elettrica con scadenza successiva al 1° marzo, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente potrà eccepire la prescrizione (passata da 5 a 2 anni) cosiddetta breve e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati». Una statuizione introdotta nell’ottica, soprattutto, di arginare le c.d. maxibollette.

Nella casistica aziendale, quanto è pregnante tale fenomeno?  A che valori si è invece attestato il volume dei reclami globalmente gestiti dall’Azienda nell’anno 2017? Con quali risorse LENERGIA cura la fese del recupero crediti a fronte dell’attuale fenomeno dell’evasione energetica? Con quali risultati?

“La variazione normativa ci tocca davvero poco, per non dire niente. Lenergia spa è estremamente puntuale con la fatturazione che, tra l’altro, nel 95% dei casi riporta dati di consumo reali sin dalla prima fattura emessa nei confronti del cliente finale. Non riscontro quindi problematiche in tal senso. Per quanto concerne invece la gestione dei reclami che, tengo a precisarlo, molto spesso sono causati da problematiche che esulano dalle competenze dalla società di vendita, nell’anno 2017 la società Lenergia si è attestata intorno all’1% rispetto al portafoglio gestito.

Le risposte fornite dall’azienda e l’operatività conseguente sono intervenute nel 100% dei casi entro i limiti temporali previsti dall’Autority. Questo ci ha permesso di superare di gran lunga il livello standard di qualità commerciale previsto dal TIQV (Testo Integrato della Regolazione della Qualità dei Servizi di Vendita di energia elettrica e gas naturale). Per quanto concerne il fenomeno dell’insolvenza, come anticipato, siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti.

La gestione inizia nella fase di acquisizione proprio con la selezione della clientela da attivare. Anche la puntualità della fatturazione unita all’utilizzo di dati reali ha permesso di evitare contestazioni e di accelerare quindi il processo di recupero del credito vantato nei confronti della clientela. Il risultato dell’azienda è addirittura in controtendenza. Infatti, a fronte di un fatturato e di un pacchetto clienti crescente, si riscontra una percentuale di crediti inesigibili in diminuzione. Questo risultato è il frutto di un corretto rapporto con la clientela e di un’ottima organizzazione interna che si va affinando sempre di più: elementi, tutti, indispensabili per un’azienda che vuole crescere!”.

Concludiamo volgendo lo sguardo al suo ruolo. Una donna nella posizione di direttore generale: segno che l’Italia si sta finalmente adeguando agli standard europei? In cosa, secondo lei, l’approccio e la metodologia di una donna manager si caratterizzano rispetto a quello di un uomo?

“Credo che la risposta sia nella domanda stessa: se l’Italia fosse allineata agli standard europei una domanda di questo tipo non mi sarebbe stata posta perché il fatto in se sarebbe passato inosservato. Ritengo che ad oggi la donna nel mondo del lavoro sia ancora frenata da una forte discriminazione. È mia convinzione, che proprio per sua natura la donna sia strutturalmente più orientata all’impegno e all’ organizzazione rispetto all’uomo e che abbia notevoli capacità intuitive e maggiore senso del dovere oltre ad una più attenta visione d’insieme”.

 

 a cura di Raffaella Ascione