Valenza, la città dell’oro alle prese con i residui passivi

Intervista al sindaco Gianluca Barbero

Valenza Po, città della provincia di Alessandria, è da sempre conosciuta come la capitale dell’oreficeria e gioielleria mondiale. Qui, oltre un secolo fa, sono nate le piccole e medie aziende orafe e qui realtà gioielliere come Damiani hanno la loro genesi. Bulgari, da pochi mesi, vi ha insediato un nuovo stabilimento, già definito “la più grande gioielleria d’Europa”.

Oro, ricchezza, eppure anche Valenza sconta i suoi problemi di bilancio, nonostante una rosea capacità fiscale.

 

A parlarcene è il sindaco Gianluca Barbero.

“Ho il pregio di amministrare una città dall’antica tradizione orafa, nata nell’800 e certificata dall’Università di Parma, così come mi piace ricordare con orgoglio che nei secoli scorsi personalità come Borsalino portarono a Valenza la nobile arte del cappello.

Nella nostra città, la monocultura orafa e gioielliera ha peculiarità legate ad un modello specifico di impresa artigiana che vede l’uomo al centro dell’azienda. Oggi, il numero delle nostre imprese oscilla fra le 800 e 900, nonostante la crisi abbia cambiato di molto la loro morfologia. Negli anni ‘70 Valenza era la seconda città del Piemonte come realtà manifatturiera ed eravamo ai vertici dell’impiego di maestranze femminili”.

 

Tra tanto barlume è possibile trovare qualcosa che non luccichi? Parliamo del bilancio comunale.

“Nel bilancio c’è una componente sociale forte nella quale trovano spazio voci importanti di servizi alla città. Lo sforzo della nostra amministrazione è quello di elevare la solidità del bilancio dell’ente nel tempo, cercando di non ridurre eccessivamente i servizi. Purtroppo abbiamo dovuto far fronte ai residui passivi.Nel 2015, infatti, il bilancio comunale presentava residui iniziali di 8.511.053 euro, portati poi a 1.312.480, la cui cancellazione costa all’ente circa 300 mila euro annui”.

 

Positiva la capacità fiscale?

“In merito alla riscossione, le performance sono positive. Imu e Tasi sono gestite in house, mentre della Tarsu si occupa il Consorzio smaltimento rifiuti”.

 

Il bilancio 2016 evidenzia un livello di riscossione del 88,4% per le entrate tributarie e del 84% per le entrate extratributarie.

“Sono dati che scontano le difficoltà di gestione in cui incorrono gli uffici comunali, dalla struttura leggera e costretti a far fronte ad una crescente mole di lavoro. E’ giusto, però, fare ancora meglio. Voglio un’anticipazione della verifica delle posizioni per avviare un recupero dei mancati pagamenti”.

a cura di Marco Caramagna